Un possibile futuro per il Lungomare a sud di Bari

Autore
6D
Ettore Chiurazzi
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Lo scorso 19 luglio a Bari, abbiamo avuto l’onore e il piacere di presentare una visione di rigenerazione e riqualificazione dell’area del Lungomare a sud di Bari. Si tratta di un modello concettuale proposto da ANCE Bari e Bat, Confindustria Bari e Bat, Confcooperative Bari e Bat, Politecnico e Università di Bari, ordini degli ingegneri e degli architetti della provincia di Bari e Connect the Dot.

Davanti ad una ambiziosa visione, che ci auguriamo cambi il volto della città di Bari, abbiamo creduto che fosse necessario immaginare una modalità di presentazione adeguata a raccontare i luoghi partendo da quello che originariamente erano stati. Un luogo sul mare, il mare dei baresi, un luogo che dalla sua memoria potrebbe riavere il suo riscatto.

Il concept sui cui abbiamo lavorato, ci ha consentito di costruire la regia di una conferenza-spettacolo che desse voce ai diversi protagonisti della visione. Una visione che partiva proprio dal valore dei luoghi, ricordava il presente – di disagio e abbandono – per finire con l’idea di fondo che poi è rappresentata dal video.

Abbiamo scelto la via narrativa, sin dal titolo dell’evento. “Lungomare Sud: memoria presente e visione” è stato un racconto in tre movimenti in cui video e parole si sono susseguite come in un piccolo spettacolo.

Il primo movimento pensato proprio con racconti di chi quella zona la ricordava bene. Tre video-testimonianze di figure chiave, come ad esempio il patron del ristorante “la Sirenetta a mare”, che non possiamo più vedere, ma che è considerato un’opera di architettura razionalista firmata da Chiaia e Napolitano, i due noti architetti detti anche gli americani di Bari. La memoria si è conclusa anche con il racconto delle occasioni urbanistiche mancate di quell’area di città.

Il secondo movimento a cura di Licia Lanera, che con un breve monologo di una giovinetta, abitante dei luoghi, ha raccontato il suo disagio di abitante della zona, mentre sulla torre scorrevano immagini di ruderi tristemente note ai baresi. Questa fase si è conclusa con l’analisi etnografica sulla situazione attuale della zona.

Il terzo movimento – la visione – si è realizzato attraverso un video concepito con i luoghi attuali che via via si trasformano nella proposta del gruppo di lavoro. Al video è seguito l’intervento di tutti i rappresentanti proponenti della visione, con l’apertura alla partecipazione.

L’evento, condotto da Mauro Pulpito con i diversi componenti del gruppo, si è svolto a Torre Quetta, dove proprio la torre è diventata icona del racconto. Sulla sua superficie si sono succeduti, mapping e contenuti informativi, video e presentazioni. Il tutto rispondeva ad un visual coerente, dall’invito agli annunci stampa fino al design degli allestimenti.

Un momento pubblico che ha visto una numerosa presenza dei cittadini dal vivo e su Facebook, che abbiamo scelto come social network privilegiato anche per consentire la raccolta di contributi e osservazioni in vista della prossima tappa/evento a settembre.

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