La Frutta che racconta la verità – Tracciabilità e Sostenibilità nel biologico

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Pino Bruno
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In un mondo in cui la trasparenza nella filiera agroalimentare è sempre più richiesta, l’azienda olandese Eosta si distingue come esempio virtuoso nel settore dell’agricoltura biologica sostenibile. Con il progetto Nature & More, Eosta ha introdotto un sistema rivoluzionario che permette di conoscere l’origine, l’impatto ambientale e il valore etico di ogni frutto acquistato

La nebbia si solleva lentamente tra i canali della provincia di Zuid-Holland. I camion partono silenziosi dalla zona industriale di Waddinxveen, nodo logistico che connette il porto di Rotterdam a Utrecht. In mezzo a capannoni grigi, un magazzino si distingue. Ordinato, quieto, ma con un’energia narrativa che non appartiene solo alle merci. Ogni frutto che entra ed esce racconta una storia. Dietro ogni storia c’è un uomo che vuole cambiare il modo in cui il mondo fa i conti con il cibo.

Siamo nei Paesi Bassi, in una delle aree ortofrutticole più avanzate d’Europa. Il Greenport West-Holland è una rete logistica iper-specializzata: merci che scorrono veloci, controllate, standardizzate. Engelsman osserva tutto questo e decide che non basta. Ogni passaggio deve essere anche etico. Ogni mango deve dire da dove viene, quanta acqua è servita per farlo crescere, se il contadino che lo ha coltivato è stato pagato in modo equo.

Nasce così Nature & More, un innovativo sistema di tracciabilità alimentare pensato per rendere ogni prodotto biologico completamente trasparente e sostenibile. Ogni frutto è accompagnato da un codice univoco — inciso a laser o stampato su un’etichetta con il volto del produttore — che consente al consumatore di accedere online a una scheda informativa dettagliata. Qui è possibile scoprire il metodo di coltivazione, la storia dell’azienda agricola, l’impronta ambientale e i dati sociali legati alla produzione. Un passo concreto verso una filiera etica e tracciabile, che mette al centro la consapevolezza e il rispetto per l’ambiente.

Per rendere trasparente l’impatto delle filiere agroalimentari, Volkert Engelsman ha sviluppato il Sustainability Flower, un innovativo modello di rendicontazione della sostenibilità ambientale e sociale. Il fiore, composto da sette petali – suolo, acqua, biodiversità, clima, giustizia sociale, salute ed economia – rappresenta le dimensioni chiave dello sviluppo sostenibile e viene misurato attraverso indicatori ispirati agli standard internazionali GRI (Global Reporting Initiative). Non si tratta di un’infografica decorativa, ma di una vera e propria contabilità della sostenibilità, complementare a quella finanziaria, utile per valutare l’impatto ambientale e sociale delle attività aziendali.

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Nel 2017 questa visione si traduce in azione concreta con la campagna True Cost of Food, lanciata per calcolare il vero costo ecologico e umano del cibo. In collaborazione con EY (Ernst & Young), viene quantificato il costo ambientale e sociale di frutta e verdura, includendo fattori come emissioni di CO₂, erosione del suolo, perdita di biodiversità e impatti sanitari dovuti all’uso di pesticidi. Secondo lo studio, una mela biologica può evitare fino a 20 centesimi di costi nascosti rispetto a una mela convenzionale. Nei magazzini di Eosta, questi dati vengono esposti direttamente accanto alle cassette di frutta, promuovendo un approccio trasparente e responsabile verso un’agricoltura davvero sostenibile.

Alcuni supermercati apprezzano. Altri lo escludono. Eosta continua comunque a crescere, aggiungendo partner in America Latina, Asia e Africa. In Burkina Faso, con il progetto Living Wage Mangoes, l’azienda aggiunge dieci centesimi al chilo di mango per garantire un salario dignitoso ai lavoratori agricoli. Non beneficenza, ma contabilità etica: ignorare il costo umano significa falsare il bilancio.

Frank Bos, coltivatore olandese di cavoletti di Bruxelles, è uno dei partner storici. “Quello che tre raccoglitori portano in magazzino nel pomeriggio viene raffreddato durante la notte e calibrato la mattina successiva. Con Nature & More, i nostri clienti sanno chi siamo e cosa rappresentiamo.” Il suo nome è inciso sulle confezioni, accanto al codice grower 345.

Nel 2016 Eosta riceve un importante riconoscimento europeo per l’innovazione ambientale grazie al progetto Natural Branding: un sistema di incisione laser sulla buccia di frutta e verdura che elimina la necessità di etichette adesive e imballaggi in plastica. Questa tecnologia consente di ridurre drasticamente l’uso di plastica monouso nel settore ortofrutticolo, risparmiando tonnellate di materiale ogni anno. Per Volkert Engelsman, fondatore di Eosta, non si tratta solo di una soluzione tecnica, ma di un principio etico: ogni etichetta artificiale è un rumore in più nel sistema, mentre la sostenibilità richiede trasparenza, silenzio e verità.

L’azienda pubblica regolarmente i propri report di sostenibilità, seguendo le linee guida GRI (Global Reporting Initiative) e integrando i dati con gli SDG delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals). Anche se non obbligata a rispettare la direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), Eosta lo fa volontariamente, adottando inoltre lo standard VSME, pensato per le PMI non quotate. Una scelta di trasparenza e coerenza, non una strategia di marketing.

Engelsman sottolinea spesso il ruolo dei piccoli agricoltori partner, citandone nomi e volti. Non per storytelling emotivo, ma per ricordare che ogni scelta d’impresa ha un impatto diretto su persone reali. “L’agricoltura convenzionale è un bilancio truccato: sembra generare profitto, ma nasconde enormi debiti ambientali e sociali. Quella biologica, se condotta con rigore, è un bilancio veritiero.

Il sole tramonta sulle serre vetrate del Greenport. Un sensore legge il codice inciso su una papaya. Sullo schermo compare il volto sorridente di un agricoltore del Ghana, accanto ai dati: consumo idrico risparmiato, emissioni evitate, salario garantito. È frutta che parla. E quello che dice non lo trovi su nessun volantino.

Eosta ha sede nei Paesi Bassi, impiega circa 110 persone e collabora con oltre mille agricoltori biologici in 27 paesi. Fatturato annuo: circa 100 milioni di euro. I prodotti raggiungono più di venti mercati europei. Il bilancio finanziario si accompagna così a un bilancio etico che attesta la coerenza tra ciò che si afferma e le azioni concrete: è questa la sua forza.

Fonti

  • Eosta B.V. – profilo aziendale, fondazione, sede, leadership (pagina ufficiale, Wikipedia).
  • Nature & More – sistema di tracciabilità e trasparenza (sito ufficiale, materiali informativi).
  • EY – True Cost Accounting in Food, Farming and Finance (rapporto 2017).
  • IDH Sustainable Trade – Living Wage Mangoes (case study Burkina Faso).
  • Unione Europea – Premio Europeo per l’Ambiente 2018 (Natural Branding).
  • Report di sostenibilità Eosta – standard GRI, collegamento SDG, applicazione volontaria CSRD e VSME.
  • Testimonianza Frank Bos, grower 345 (Nature & More).

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