Dalla quasi estinzione al successo internazionale: la storia di Santa Rita Bio e della Bianca Modenese, la razza che rende unico il Parmigiano Reggiano DOP biologico. Un esempio concreto di biodiversità che diventa impresa.
Può una razza bovina quasi scomparsa salvare un territorio e creare un Parmigiano Reggiano DOP unico al mondo? Tra le colline dell’Appennino modenese, la storia della Bianca Modenese dimostra che andare controcorrente può diventare un vantaggio competitivo. Dal rischio estinzione al successo internazionale del biologico, ecco come il latte ricco di k-caseina B si è trasformato in qualità, valore economico e reputazione globale.
Nelle colline che salgono verso l’Appennino modenese il mattino arriva lento, con il vapore che si alza dai prati e il rumore delle mungitrici che rompe il silenzio. Tra i capannoni e le stalle di Serramazzoni si muove un gregge particolare: non pecore, ma vacche bianche, imponenti e gentili. La Bianca Modenese, negli anni Ottanta, era un fantasma del passato. I capi si erano ridotti a poche centinaia, soppiantati da razze cosmopolite che producevano più latte, più in fretta, a minor costo. Tutti si adeguavano, vendevano gli animali, chiudevano le stalle. Tutti tranne uno.
Luigi Caretti, nato e cresciuto in queste colline, figlio di contadini, guardava quelle vacche e non riusciva a rassegnarsi. Continuare ad allevarle sembrava una follia: nessun caseificio voleva più il loro latte, nessuno scommetteva su una razza che il mercato aveva già condannato. Luigi, invece, ne faceva una questione di dignità. “Non possiamo buttare via quello che ci rende unici”, ripeteva. Sapeva che quel latte aveva una qualità rara: la k-caseina B, una proteina che dava al Parmigiano una resa superiore, una pasta compatta e aromatica. Non era un capriccio, ma un atto di fiducia nella terra e negli animali.
In quegli anni di solitudine, i Caretti resistono. È una resistenza silenziosa, fatta di mungiture, fienagioni, piccoli debiti e molti sguardi scettici. Ma nel tempo quell’ostinazione diventa racconto. Santa Rita Bio, fondata nel 1964 e convertita al biologico nel 1992, è oggi la prima azienda casearia italiana certificata da AIAB/ICEA. Nel 1994 Slow Food riconosce la Bianca Modenese come Presidio e accende i riflettori su una razza che rischiava l’oblio.
La nuova generazione e la filiera chiusa del Parmigiano Reggiano DOP biologico
Oggi il testimone della Bianca Modenese e del Parmigiano Reggiano DOP biologico è passato ai figli. Vanni Caretti guida la stalla e il caseificio, presidia ogni fase della produzione e garantisce una filiera chiusa e tracciabile, dove l’unica materia prima è il latte della Bianca Modenese, razza autoctona simbolo di biodiversità emiliana. Controlli rigorosi, benessere animale, disciplinare DOP e certificazioni biologiche sono parte integrante di un modello produttivo che punta su qualità, trasparenza e sostenibilità.
Claudia Caretti coordina invece la vendita diretta, l’e-commerce agroalimentare e l’export internazionale, portando il Parmigiano Reggiano biologico sui mercati di Germania, Stati Uniti e Giappone. La strategia digitale e la commercializzazione senza intermediari rafforzano il legame tra produttore e consumatore, valorizzando un formaggio DOP che nasce da latte ricco di k-caseina B, elemento chiave per struttura e resa casearia.
L’azienda può contare su un team stabile di collaboratori, integrato nei periodi di maggiore attività da personale stagionale regolarmente assunto per la fienagione e la movimentazione delle forme. Ogni processo rispetta i disciplinari del biologico e del Parmigiano Reggiano DOP, con enti certificatori che verificano non solo il prodotto finale, ma anche le pratiche aziendali, la tracciabilità della filiera lattiero-casearia e la regolarità contrattuale.
Un modello di impresa agricola sostenibile che dimostra come tradizione, innovazione e certificazioni possano convivere, trasformando la tutela della Bianca Modenese in valore economico e reputazione internazionale.
Santa Rita Bio: Parmigiano Reggiano DOP biologico, certificazioni internazionali e successo economico dalla Bianca Modenese
La forza della famiglia Caretti sta nell’aver trasformato la tutela della Bianca Modenese e della biodiversità agricola in un modello di impresa sostenibile nel settore lattiero-caseario. Nel 2023 Santa Rita Bio ha registrato 3,38 milioni di euro di fatturato e un utile netto superiore a 107mila euro: numeri che confermano la solidità economica di un caseificio biologico specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano DOP biologico da latte di razza autoctona.
Ogni anno dal caseificio escono circa ottomila forme di Parmigiano Reggiano DOP, frutto di una filiera chiusa e certificata, marchiate con riconoscimenti che ne attestano qualità, tracciabilità ed export agroalimentare: certificazione biologica ICEA, Presidio Slow Food, standard USDA/NOP per il mercato statunitense, IFS Broker per la sicurezza alimentare e certificazione Halal per l’apertura a nuovi mercati internazionali. Un sistema di certificazioni che rafforza il posizionamento del Parmigiano Reggiano biologico nei mercati di Germania, Stati Uniti, Giappone e oltre.
Nei magazzini di stagionatura, dove le forme maturano lentamente secondo il disciplinare del Parmigiano Reggiano DOP, si percepisce il valore del latte ricco di k-caseina B, elemento distintivo della Bianca Modenese e garanzia di resa casearia e struttura compatta. Ogni forma rappresenta non solo un prodotto d’eccellenza del Made in Italy, ma anche un progetto di valorizzazione territoriale nell’Appennino modenese.Santa Rita Bio dimostra così che salvare una razza bovina autoctona e investire nel biologico certificato può generare redditività, reputazione internazionale e vantaggio competitivo nel mercato agroalimentare globale.
Fonti:
- Santa Rita Bio – sito ufficiale: informazioni aziendali, certificazioni, storia (santaritabio.com)
- AIAB / ICEA: elenco delle aziende certificate biologiche in Italia, prima realtà casearia bio dal 1992
- Consorzio Parmigiano Reggiano: disciplinare DOP e dati sulla razza Bianca Modenese
- Slow Food Italia: Presidio Vacca Bianca Modenese, attivo dal 1994
- Ruminantia – Rivista di Scienze Zootecniche: articoli e interviste sui Caretti e la rinascita della Bianca Modenese
- Terra e Vita (Edagricole): approfondimenti sulla qualità del latte e la k-caseina B
- Corriere della Sera – Bologna e La Repubblica – Bologna: articoli sulla rinascita della Bianca Modenese e la storia di Santa Rita Bio
- Camera di Commercio di Modena / Registro Imprese: bilancio 2023

